BUONE FESTE A TUTTI!

Nel calore della famiglia, tra parenti e amici tutti noi ragazzi vogliamo rinnovare gli auguri di Buone Feste e Buon Anno e ringraziare la prof.ssa Marchetti che ha decorato la nostra scuola con pacchi e luci, accompagnandoci al momento tanto atteso e gradito delle vacanze. 

TANTI AUGURI DI BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO !

CI RIVEDIAMO A GENNAIO, BUONE VACANZE A TUTTI !!!

Gli alunni della Scuola Media “Gabriele di Pietro”.

PADLET CHE PASSIONE!

Con la nostra insegnante di tedesco abbiamo imparato a realizzare un padlet di classe. Il padlet è una pagina web che funziona come un contenitore, una bacheca in cui appuntare pensieri e immagini da condividere con i compagni. Capire come muoverci e caricare il materiale non è stato subito semplice, ma, provando e riprovando, è diventato davvero divertente e allo stesso tempo molto interessante. Quando il nostro padlet ha cominciato a riempirsi, siamo rimasti stupiti del bel lavoro che ciascuno ha svolto e, naturalmente, tutto in lingua tedesca. Abbiamo raccontato tante cose di noi, i nostri hobby, ciò che amiamo, cosa ci rappresenta e ci distingue. Ora c’è un bel cartellone appeso nella nostra classe che raccoglie tutto il lavoro e che possiamo rileggere e ammirare ogni volta che vogliamo.

Ecco alcune semplici indicazioni per creare un padlet:

– andare sul sito http://www.padlet.com su cui aprire un proprio account 

– nell’area di lavoro si deve scegliere se creare un padlet o partecipare a un padlet esistente (come abbiamo fatto noi)

– se vogliamo creare un padlet si potrà scegliere tra sei modelli diversi

– scelto il modello si potrà decidere quale sfondo usare

– cliccando sul pulsante (+) in basso a destra, oppure facendo un doppio clic in un punto qualsiasi dello schermo si assegnerà un titolo e si potranno caricare i contenuti.

Sembrerà di avere di fronte una bacheca con tanti post-it appesi.

Gli alunni delle classi 1^A e 1^B

A LEZIONE DI FROTTAGE

Nell’ora di arte con la nostra prof.ssa ci siamo dedicati a una tecnica particolare chiamata Frottage. Questo termine in francese significa “sfregamento”. Se si appoggia per esempio un foglio di carta sopra una moneta e poi la si ricalca con una matita, il disegno impresso sul metallo compare magicamente: questa è un’opera realizzata con il frottage.

Le origini della tecnica sono antiche, sembra che già in Cina e in Grecia la si usasse tanto tempo fa, per ricalcare i bassorilievi con carta di riso o pergamena. 

Un giorno l’artista tedesco Max Ernst appoggiò un foglio sul pavimento in legno del suo studio e ne ricalcò le venature con la matita; il risultato gli piacque molto e decise di chiamare questa tecnica prima grattage e poi frottage. Come spiega l’artista, si possono usare: “Tutti i tipi di materiali che potrebbero essere nel mio campo visivo: le foglie e le loro nervature, i bordi sfilacciati di un sacchetto di tela, le pennellate di una pittura moderna, un filo di una bobina, e così via.”

Il procedimento è abbastanza semplice.

Cosa serve:

  • un supporto su cui ricalcare: vanno bene fogli di carta, stoffa o qualsiasi altra superficie non rigida
  • materiali per colorare: matite di varia morbidezza, pastelli a cera, gessetti, carboncini
  • una superficie con dei rilievi più o meno marcati: pietra, legno, foglie…

Come si fa:

  • si sovrappone il foglio alla superficie da ricalcare
  • con la matita si sfrega il supporto, portando in evidenza i rilievi della superficie sottostante.

Durante l’attività abbiamo ritagliato sagome di uomini primitivi e animali, li abbiamo incollati su fogli di stampante, strappato i bordi e ripassato la superficie con il pastello a cera nero. Alcune volte sbirciavamo i lavori dei compagni per capire se stavamo procedendo bene. All’inizio il lavoro sembrava facile, in realtà richiede attenzione e precisione; ci siamo divertiti molto e soprattutto è stata una bella sorpresa trovare il grande cartellone appeso nella nostra classe con le nostre opere.   

Le classi 1^A e 1^B

Piccolo racconto di Natale…

Mentre passeggiavo sul lungolago, mi imbatto in due mini Babbo Natale, che stanno offrendo qualcosa ad un passante. Incuriosita mi avvicino e …

Due dolci ragazze prendono dalla loro borsetta un biglietto e gioiosamente mi augurano: “Buon Natale!”

Sono Elisa e Alicia che si sono organizzate per porgere i loro auguri a tutte le persone che, come me, hanno la fortuna di incontrarle.

Questo è il vero spirito del Natale: un semplice atto gentile e generoso!

Brave Alicia e Elisa, come mi avete chiesto, porterò i vostri auguri a tutti: alla nostra Dirigente, agli alunni, ai professori, ai bidelli, ai genitori e ai lettori del nostro Blog.

La redazione si unisce a voi nell’augurare:

BUON NATALE E SERENE FESTE

Vardirex: un’esperienza unica!

Ieri, mercoledì 24 novembre, abbiamo partecipato all’esercitazione VARDIREX, che i militari delle Truppe Alpine e i volontari dell’Associazione Nazionale Alpini (ANA) hanno condotto in questi giorni a Toscolano Maderno.

In particolare, dalle ore 10:00 sono arrivati mezzi militari e macchine via lago con il traghetto di linea, perché l’esercitazione dal nome VARDIREX ha simulato un intervento di emergenza nel caso la diga di Valvestino cedesse. A causa di due frane sulla statale, Toscolano-Maderno si è trovato isolato sia a sud che a nord, perciò in questa mattinata abbiamo osservato il salvataggio delle persone rimaste isolate nella zona della foce del fiume Toscolano, in seguito a una esondazione. I cittadini sono stati evacuati con una teleferica, poiché il ponte bianco era inagibile e portati sul traghetto con alcuni natanti dell’Esercito. Abbiamo assistito anche al salvataggio di un ferito, issato in barella su un elicottero.

Noi siamo stati accolti sul campo delle esercitazioni dal Maggiore Ivan Cerniava, che si è messo a nostra disposizione: ha risposto alle nostre domande, ci ha presentato alcuni volontari coinvolti, un medico, che aveva fatto il militare negli Alpini, e una volontaria della protezione Civile di Toscolano-Maderno, e ci ha fatto salire sui plananti per un breve percorso sul lago.

Per tutti noi l’esercitazione più spettacolare è stato il salvataggio con l’elicottero.

Al rientro a scuola abbiamo riflettuto sull’esperienza rispondendo a queste domande:

1.Cosa ne pensate dell’esperienza vissuta?

2.Quale momento per te è stato più coinvolgente? Perché?

3.Cosa porti a casa da questa esperienza?

Tutti noi siamo rimasti impressionati dalla perfetta organizzazione e dalla disponibilità di tutte le persone che hanno parlato con noi. Sicuramente è stata un’esperienza che ricorderemo, anche perché in questi anni di Covid non è stato possibile fare molte uscite.

ALCUNE RIFLESSIONI

Alessandro G.

Penso che sia stata un’esperienza stimolante e molto istruttiva, che ci ha aiutati a capire come funziona la vita militare, e come i soldati siano pronti a tutte le emergenze. Una frase mi ha colpito in particolare: ”L’esercito italiano c’è sempre , 24 ore su 24, 7 giorni su 7”.

Mi è piaciuto molto quando ho visitato l’interno della tenda di primo soccorso; un medico ci ha addirittura misurato il battito del cuore. Emozionante è stato il momento in cui l’elicottero ha portato via il manichino. Non avevo mai visto così vicino un elicottero!

Costanza:

Durante l’esperienza siamo andati alla foce del fiume Toscolano per vedere cosa accadrebbe se la diga di Valvestino cedesse a causa di forti temporali e facesse uscire una grande massa d’acqua. Questa esperienza è stata importante, interessante ed anche molto divertente ed entusiasmante, perché ci ha coinvolto di persona. È stato bello che a nostra disposizione ci fosse un maggiore dell’esercito: il Maggiore Ivan Cerniava, che ha svolto missioni di salvataggio all’estero, ci ha parlato delle sue esperienze e ci ha permesso di incontrare altre persone coinvolte nell’esercitazione, tra cui medici, volontari della Protezione Civile e altri militari.

Il momento più interessante dell’esercitazione è stata la simulazione di un salvataggio: hanno portato in barella un manichino e poi lo hanno sollevato verso l’elicottero. Mi è piaciuto vedere come le persone coinvolte agissero, come se tutto fosse reale.

Di questa fantastica esperienza porto a casa moltissime impressioni e informazioni: i metodi utilizzati per salvare vite umane e la grande capacità dell’esercito di affrontare situazioni reali di pericolo, che io spero non mi accadano.

Martina

Per me il momento più emozionante è stato salire sull’imbarcazione che l’esercito usa per portare in salvo le persone sull’acqua: il planante.

Vedere l’elicottero soccorrere un ferito mi ha fatto capire quanti mezzi e strumenti hanno a disposizione l’esercito e la Protezione Civile per correre in soccorso della popolazione nei casi di emergenza.

Ho capito che difendere e proteggere il nostro territorio è importantissimo ed è necessario che tutti siano preparati e pronti ad affrontare ogni calamità naturale.

Noemi

L’esperienza di questa mattina è stata molto interessante e coinvolgente.                                                    Sentire in prima persona esperienze vissute dai protagonisti mi ha fatto conoscere molti aspetti delle funzioni dell’esercito: il maggiore ci ha raccontato alcuni episodi della sua vita militare e della sua partecipazione nelle missioni all’estero; soprattutto mi ha emozionato il racconto della sua esperienza ad Haiti, dopo il terribile terremoto che l’aveva distrutta. Conoscere gli enormi sforzi per organizzare anche questa simulazione è stato ancora più speciale.

Il momento più coinvolgente è stato salire sul planante, perchè abbiamo avuto la possibilità  di navigare su un breve tratto di lago, in tutta sicurezza muniti di un particolare giubbotto salvagente.

Di quest’esperienza mi ha colpito principalmente la passione che il maggiore Cerniava ha verso il suo lavoro e l’orgoglio di far parte del corpo militare degli Alpini.

Maria

Io penso che quest’esperienza sia stata molto emozionante e costruttiva.  Scoprire le diverse esperienze fatte dai militari e dai medici quando vanno in missione e capire come funzione l’organizzazione dei volontari è stato veramente coinvolgente. 

Tutte le attività sono state molto interessanti, ma in particolare mi ha coinvolto la visita alla tenda di pronto soccorso, dove ho scoperto come funzionano alcune attrezzature.

Sono rimasta molto sorpresa, non pensavo che la vita militare fosse tanto interessante, perciò non è un’ipotesi che escludo per il mio futuro.

Caterina

Per me l’esperienza è stata unica!

È stato molto coinvolgente quando il maggiore degli alpini spiegava l’aiuto che portano alle popolazioni nelle diverse emergenze casi. Il modo in cui ti raccontavano le loro esperienze mostravano l’amore per il loro lavoro, per quello che fanno e lo farebbero milioni di volte anche a costo della loro stessa vita..

Devo ammettere che mentre ascoltavo i volontari ho pensato: “Sarebbe bello aiutare gli altri. Collaborare con le persone che fanno questo per passione, che amano il loro lavoro”.

Mi è rimasta particolarmente in testa la frase di presentazione del medico dell’esercito: “Sono un ex alpino, anche se quando si diventa alpino, lo si rimane per sempre”.

Il nostro arrivo sul luogo dell’esercitazione
All’interno dell’ospedale da campo
Sui plananti militari
In ascolto del maggiore Cerniava
Simulazione di salvataggio
L’intervento dell’elicottero per il trasporto del “ferito”

Pubblicato dagli alunni della classe 3^C