RICETTE CONTRO LO SPRECO

Durante la chiusura della scuola, attraverso la didattica a distanza i ragazzi delle classi seconde con l’aiuto della prof.ssa di tecnologia hanno avuto una bellissima idea: suggerire come cucinare gli avanzi senza sprecare il cibo. Così sono nate delle ricette sfiziose che tutti possono sperimentare.

Vi invitiamo a curiosare cliccando il link che trovate qui sotto e vi auguriamo: “BUON APPETITO!”

Made with Padlet

I ragazzi delle classi seconde.

AGENDA 2030

Realizzato dagli alunni della classe 2^C

22 MARZO: GIORNATA MONDIALE SULL’ACQUA

L’acqua è fresca. 

L’acqua del lago è fredda in inverno.

L’acqua del lago è calda in estate.

L’acqua rinfresca.

In estate io posso nuotare in piscina o nel lago perché l’acqua è calda.

In estate io faccio la doccia quando l’acqua è tiepida, ma quando è inverno io faccio la doccia quando l’acqua è molto calda.

L’acqua serve per lavare i piatti, i bicchieri, i coltelli, le forchette, le pentole: tutti gli oggetti della casa.

L’acqua serve per lavare le mani.

L’acqua serve per bere.

L’acqua è molto importante.

Senza l’acqua non c’è VITA

Valeriia classe 2B

25 marzo: Dantedì

Pubblichiamo volentieri il racconto che ci è stato inviato da un’alunna che ha voluto prtecipare a suo modo al Dantedì

Il 25 marzo di quest’anno, si celebrano 700 anni dalla morte di Dante: si festeggia il Dantedì!!

Il Dantedì è il giorno dedicato a Dante, il nostro Sommo Poeta, come il lunedì è dedicato alla luna, il martedì a Marte…

Secondo me il Dantedì è un giorno molto importante perché è proprio il giorno dedicato Dante Alighieri: il Sommo Poeta, il padre della lingua italiana e conosciuto in tutto il mondo. Colui che per primo usò il volgare fiorentino per scrivere un’opera letteraria di fama internazionale: la Divina Commedia!!!

Proprio quest’anno stiamo conoscendo Dante Alighieri; stiamo studiando, con la nostra professoressa, la sua vita e le meraviglie della sua opera più importante: la Divina Commedia.

Mi piace davvero molto la Divina Commedia e Dante, perché mi coinvolge questo viaggio e mi diverto scoprendo cosa si pensasse dell’aldilà in quel tempo e cosa pensasse Dante, un uomo del Medioevo.

Così ho pensato di coelebrre il Dantedì in un modo particolare e divertente, un po’anche per ringraziare Dante di farmi vivere esperienze fantastiche e indimenticabili.

Così mi sono travestita da Dante Alighieri!!

La professoressa era da un po’ che ci parlava del giorno di Dante, del Dantedì…

Ma non aveva mai specificato la data, e solo il 24 marzo, il giorno prima, ci aveva avvisato di questa giornata speciale. Avevo così poco tempo per prepararmi.

Avevo bisogno della corona d’alloro e di una lunga tunica rossa!

Ma… dove potevo prenderli??!!

La corona d’alloro potevo crearla prendendo le foglie dalla nostra pianta in giardino, ma mio padre stava tornando proprio in quel momento dal lavoro e di certo non sarebbe stato felice di uscire a tagliare l’alloro di cui va tanto fiero!!!

E la tunica … non ne avevamo nessuna in casa!!! Ma non mi sono arresa subito, ci doveva essere un modo!!

Avevo paura che i miei genitori non mi avrebbe aiutato, perché erano stanchi ed erano tornati tardi dal lavoro.

Il mio piccolo travestimento era come un gioco da organizzare da un giorno all’altro, senza preavviso, inoltre era una mia idea e non aveva detto di farlo la profe!!

Ero decisa a travestirmi da Dante perché volevo essere parte del Dantedì, così ho inventato uno stratagemma per ottenere la loro collaborazione e il loro aiuto: ho detto che era stata la professoressa a proporci di travestirci da Dante.

Così, anche se stanchi, tutti ci siamo ritrovati a cercare la tunica rossa per la casa ma …niente da fare!!!

Quindi ci siamo rivolti ai nonni, che di solito hanno tutto.

Il 25 marzo, prima delle nove, me l’hanno portata, appena in tempo per poterla indossare durante la lezione di grammatica con la profe Crescini.

Ho deciso di mostrarmi travestita proprio durante la sua ora, perché di solito è lei che ci suggerisce questo tipo di attività.

I nonni mi hanno portato un bellissimo gilet rosso porpora, elegante e con dei ricami oro, che era stato regalato a mio nonno da un lontano amico del Kazakistan.

Mancava ancora la corona d’alloro che abbiamo preparato all’ultimo minuto.

Siamo usciti in giardino di corsa, abbiamo cercato un ramo abbastanza lungo, lo abbiamo tagliato e insieme al nonno lo abbiamo legato con lo spago.

Così, mentre ancora ero in giardino, mi sono messa la tunica rossa, la corona d’alloro e stavo per entrare, quando… Mi ha visto la mia bisnonna dalla terrazza di fronte e salutandomi mi ha detto: “Sai, mi sembri proprio Dante Alighieri!”.

Così, ridendo un po’ sono entrata in video lezione tutta emozionata!!!

Costanza Pretelli 2C

22 marzo: giornata mondiale sull’acqua

Anche se a casa impegnati con la Didattica a Distanza, abbiamo voluto partecipare alla giornata mondiale dedicata all’acqua: bene prezioso ed indispensabile.

Abbiamo realizzato un flash mob a distanza interpretando, ognuno a suo modo, una goccia d’acqua.

Ci siamo resi tutti anonimi per far capire che ogni goccia è preziosa, poichè ogni goccia è VITA.

“A RICORDARE E RIVEDER LE STELLE”

Oggi 21 marzo 2021 è la XXVI giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, per costruire insieme una memoria comune, che faccia vivere sempre l’esempio di tutte quelle persone che hanno combattuto, senza cedere alle minacce e ai ricatti.

In molti luoghi del nostro paese sono stati letti i nomi delle vittime di mafia a gran voce, in grandi spazi aperti, per risvegliare le coscienze; noi ragazzi abbiamo pensato di contribuire a questa iniziativa servendoci del blog della nostra scuola, pubblicando dei cartelli sui quali abbiamo scritto in una stella il nome di una vittima e completato la frase “per me il giorno del ricordo significa…”; poi li abbiamo colorati in modo creativo e personale. 

Lo slogan scelto per questo 21 marzo riprende un verso della Divina Commedia, col quale Dante conclude il suo viaggio nell’Inferno: “E quindi uscimmo a riveder le stelle”.

Rivedere le stelle significa rivedere la luce, che illumina e dà energia. Allora le stelle sono le persone che si sono battute per la giustizia e la legalità e sono degli esempi ai quali guardare. 

Ricordarle le fa brillare continuamente, così la loro luce può guidare il nostro impegno comune contro le mafie e la corruzione. 

PER RIVEDER LE STELLE, COSTRUIAMO INSIEME IL NOSTRO FIRMAMENTO DI MEMORIA E IMPEGNO!

Gli alunni della classe 3^B.

PIETRE D’INCIAMPO

In occasione della Giornata della Memoria l’Amministrazione Comunale, in collaborazione con la compagnia teatrale Chronos 3, ha proposto alle scuole e a tutta la popolazione, il video spettacolo dal titolo “Come qualcosa messo lì proprio per inciamparsi”, ideato da Manuel Renga e Vittorio Borsari con Valerio Ameli e Cristiano Parolin. Racconta le “pietre d’inciampo” che sono presenti in più comuni della provincia di Brescia e le testimonianze di alcuni sopravvissuti come Primo Levi e Giovanni Guareschi. Le pietre d’inciampo sono nate da un progetto dell’artista tedesco Gunter Demnig che con esse ha voluto riportare a casa le persone che sono state allontanate brutalmente dalla loro quotidianità e dai loro affetti, invitandoci a fermarci di fronte ai sanpietrini, per pensare e non dimenticare.

Nella mia classe è stato mostrato questo video spettacolo per aiutarci a non dimenticare l’orrore dell’olocausto. Nel video si parla delle pietre d’inciampo depositate nelle strade dove le famiglie ebraiche vivevano a Brescia, a Soprazocco, a Gardone, a Salò e in altri paesi della nostra provincia. Il video ci spiega come cambiava l’atteggiamento delle persone riguardo agli ebrei, come se essere ebreo fosse una malattia contagiosa. Pochissimi furono i fortunati a sopravvivere. Penso che per me, ed ogni bambino della mia generazione, capire bene l’olocausto sia difficilissimo, in quanto viviamo felicemente e siamo liberi di fare ciò che vogliamo, inoltre viviamo lontani da guerre e sangue; sono fortunata e tante volte lo dimentico. Le diversità di religione, di etnia, di provenienza non ci devono rendere nemici, ma spingerci a conoscerci e a rispettarci a vicenda.(Rachele Modina 1C)

Mi è piaciuto tantissimo lo spettacolo, soprattutto il sogno di Giovannino Guareschi. Egli per resistere alle torture terribili che lo tenevano lontano dai luoghi e dalle persone che amava si rifugiava nei suoi sogni e pensieri. Voleva sognare il suo ritorno a casa, che desiderava fosse perfetto e mentre viaggiava con la fantasia si ritrovò a parlare con un cartello stradale, con gli alberi del viale e con il bar che frequentava. Arrivato a casa sua, emozionato, chiama a squarcia gola la donna tanto amata, purtroppo il suo ritorno non è come si aspettava: il nonno pensando a un terremoto si precipita di corsa… dentro l’armadio, la boccia dei pesci si ribalta, la nonna grida cercando di salvare la nipotina… Giovannino deluso dell’accoglienza ricevuta si risveglia dicendo :”Tanta fatica sprecata! Ora dovrò rincominciare tutto daccapo!” (Maria Fogazzi 2C)

Spesso abbiamo sentito la domanda “Dove era Dio ad Auschwitz?”. Forse è più giusto chiederci “Dove era l’uomo ad Auschwitz?”

Scritto e pubblicato da Maria Fogazzi 2C

LANTERNE DEL RICORDO

In occasione della Giornata della Memoria noi ragazzi della scuola media siamo stati invitati dalle professoresse a realizzare delle piccole lanterne da appendere alle piante del giardino della scuola e da posizionare per terra attorno a un ulivo per far luce durante la notte del 27 gennaio, come segno del nostro ricordo delle vittime dell’olocausto. Ognuno di noi poteva scegliere di dedicare la propria lanterna ad una persona, che ha perso la vita durante questa orribile tragedia.

Ho scelto di dedicare la mia lanterna a Sergio de Simone, un bambino napoletano morto a sette anni e mezzo, catturato il giorno del suo settimo compleanno, deportato e poi rinchiuso nello scantinato di una scuola ad Amburgo, dove è stato ucciso pochi mesi più tardi insieme ad altri diciannove bambini di varie nazionalità, dopo aver subito atroci e insensati esperimenti medici. Mi ha colpito la sua storia perchè era solo un bambino innocente, che ha sofferto tantissimo senza alcun motivo.

Sulla lanterna ho scritto il luogo, la data di nascita e e la data di morte (Napoli 29.11.1937- Amburgo 20.04.1945). Ho quindi realizzato una stella di Davide con la carta forno che è semitrasparente, per fare passare la luce della candela.

Ho decorato inoltre il vetro con dei fiori perché secondo me la vita di questo bambino è stata strappata troppo presto, come un fiore che non è potuto sbocciare. Infine ho scritto su una piccola etichetta le parole “PER NON DIMENTICARE”, perchè è il senso di questa ricorrenza: se ricorderemo queste vittime, esse non saranno morte invano; la loro sofferenza deve servire a tutti noi, soprattutto a noi ragazzi, per fare in modo che questi orrori non si ripetano mai più, e per aprire gli occhi davanti alle tragedie umane che purtroppo continuano ad accadere anche ai nostri giorni.

Scritto e pubblicato da Maria Fogazzi classe 2^C

VENERDI’ 5 FEBBRAIO 2021 LA CLASSE 3B PARTECIPA ALL’INIZIATIVA GIORNATA DELLA DIVERSITA’

Venerdì 5 febbraio è stata l’ottava edizione della “Giornata dei calzini spaiati”, un’occasione per dare voce alla diversità, all’ amicizia e al rispetto. I calzini spaiati sono una metafora perché il colore, la lunghezza e la forma non cambiano la natura di questi oggetti: rimangono sempre e comunque calzini.  Partecipare è molto semplice, bisogna indossare calzini diversi, fare una foto e postarla su internet. Ho scoperto questa giornata grazie a mio padre che mi ha raccontato che la scuola primaria di Calvagese avrebbe partecipato a questo evento di cui io non avevo mai sentito parlare. Così mi sono informata andando su internet e con piacere ho divulgato l’informazione ai miei compagni di classe. È stato molto divertente sederci per terra in cerchio e scattare una foto da postare su Instagram come richiedeva il progetto.

Riporto una considerazione che ho trovato in un articolo: “A causa del covid-19 ci sentiamo più soli del solito, però non dobbiamo perdere la speranza di ritrovarci” come fanno i calzini quando la nostra cameretta è “un ’48”.

 In occasione di questa giornata la nostra docente di lettere, ci ha proposto la visione del film “Freedom Writers” del 2007. Esso parla di una classe di ragazzi al primo anno di scuola superiore; che hanno vite familiari difficili perché alcuni vengono dalla strada, altri dal carcere e altri ancora fanno parte di gang. L’ insegnante Erin Gruwell all’ inizio non sa come gestire la classe perché tutti non ascoltano, così per sollecitarli e stimolarli verso lo studio dona loro un quaderno dove giornalmente devono scrivere qualcosa che li riguardi. Siccome la preside della scuola non vuole dare libri ai ragazzi perché molti non li restituivano e perché li considerava una causa persa, la signorina Gruwell decide di fare tre lavori per comprare ai ragazzi i libri e riesce a coinvolgerli nello studio e nella lettura. Tra i libri donati alla classe vi è Il diario di Anna Frank, i ragazzi si appassionano alla sua storia e raccolgono i soldi per invitare nella loro scuola la signora Miep Gies che nascose i Frank dalle persecuzioni naziste. Verso la fine dei due anni scolastici passati insieme l’insegnante comunica ai ragazzi che non li avrebbe più seguiti perché avrebbe insegnano solamente nelle classi prime e seconde; i ragazzi e la docente parlano con il preside e poi… scopritelo guardando il film!

Il film mi è piaciuto particolarmente perché è molto toccante e perché mi ha fatto che la diversità è ricchezza e che prima di giudicare gli altri bisogna conoscere il prossimo, perché dal prossimo si può sempre imparare. I protagonisti infatti all’ inizio si odiavano e si picchiavano, ma l’insegnante poco alla volta è riuscita a creare una “famiglia” insegnando loro la bellezza del relazionarsi con persone diverse senza violenza. 

Concludo con questa citazione di Albert Jacquard: “La nostra ricchezza è fatta dalla nostra diversità: l’altro ci è prezioso nella misura in cui ci è diverso.” 

Scritto e pubblicato da Caldana Emilie 3 B

UN VIDEO PER NON DIMENTICARE…

Il 27 gennaio 2021 in memoria della Shoah noi ragazzi della scuola media di Toscolano abbiamo creato delle lanterne, realizzandole con un vasetto di vetro e una candela; sul vasetto abbiamo scritto il nome di un deportato, vittima della Shoah, accompagnato da una stella di David (simbolo della religione ebraica). Con queste candele nel giardino della scuola abbiamo composto una grande stella di David così che chi passasse di lì la potesse vedere per non dimenticare.

Ogni alunno della mia classe, la 3^A, ha registrato un breve filmato nel quale ha mostrato la propria lanterna accesa per simboleggiare la speranza che, come un piccolo barlume di luce, ognuno di noi porta dentro di sé; poi abbiamo spedito ogni registrazione al nostro compagno Giuseppe che si è impegnato a realizzare tutto da solo un bellissimo video, utilizzando un programma chiamato Imovie. In questo video ci sono molti elementi significativi come le frasi che si alternano alle immagini delle nostre candele, le foto storiche e la citazione di Anna Frank: “Le persone possono dirti di tenere la bocca chiusa, ma non possono impedirti di avere un’opinione. Anche se si è ancora molto giovani, non dovrebbero impedirti di dire quello che pensi”. Come sottofondo si sente la canzone scritta da Elie Botbol che riprende il quarto versetto del testo ebraico del Salmo 23 e che è diventata anche un simbolo, uno degli “inni” più toccanti, richiama il genocidio degli ebrei. Anche se il contenuto è una triste invocazione a Dio, come una preghiera, allo stesso tempo è allegra, per il ritmo, che trasmetteva un po’ di gioia e allegria ai bambini orfani o separati dai loro genitori che erano morti o prigionieri. Alla fine del video Giuseppe recita queste parole di Primo Levi: “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.” perché è importantissimo conoscere ciò che è stato, in modo che i grandi errori che l’uomo ha commesso nel corso della storia non vengano mai più ripetuti.

Grazie a questa iniziativa abbiamo avuto l’occasione per realizzare un video, composto da tutti i brevi filmati girati da noi. Anche se non ci siamo potuti incontrare, perché costretti tutti a rimanere a casa da scuola e a fare le lezioni a distanza , siamo riusciti a realizzarlo e non pensavamo sarebbe risultato così bello. Grazie Giuseppe per aver “cucito” insieme tutti i nostri filmati e aver scelto musiche e frasi così profonde.

Scritto da Margherita Offer ed Emma Frankovic’ 3A

Pubblicato da Margherita Offer e Sofia Morandini 3A

NOTIZIE DALL’UGANDA

Quella che state per leggere è una lettera giunta dall’Uganda e indirizzata a tutti i ragazzi della nostra scuola. Ci dà notizie di Nakato, la ragazza che, attraverso l’adozione a distanza, stiamo aiutando nel suo percorso di studi. Ci ha fatto molto piacere riceverla e siamo felici di sapere che, nonostante le difficoltà causate dalla pandemia, l’aiuto e il sostegno di AVSI non sono mai mancati.  

“Ciao Di Pietro Scuola Media Statale sono felice di scrivere questa lettera, quasi al termine di un anno che, sia per voi che per noi in Uganda, è stato intenso, pieno di sfide, e proprio per questo interessante. Interessante perché sono stati mesi di intenso lavoro, di condivisione, di responsabilità e di forza perché anche attraverso la vostra amicizia e fedeltà si può affrontare tutto! All’inizio di questa pandemia abbiamo avuto un momento di esitazione, ma il desiderio di camminare a fianco di Nakato Bridget e affrontare questa nuova sfida insieme non ci ha mai fermato! Siamo sempre stati vicini a tutti i nostri bambini, anche quando non potevamo muoverci perché il lockdown ce lo impediva – abbiamo telefonato regolarmente e aiutato prontamente in caso di bisogno. Nei momenti più difficili abbiamo consegnato cibo e materiali per la protezione personale – la nostra priorità è rimanere sempre al fianco di Nakato Bridget durante il suo percorso di crescita! Le scuole continuano a rimanere chiuse,  tuttavia facilitiamo la distribuzione di materiale scolastico perché Nakato Bridget possa proseguire il suo percorso scolastico anche da casa sua. Stiamo ora seguendo la riapertura delle scuole solo per gli studenti candidati agli esami – molti istituti forse non riapriranno perché non riescono a garantire gli standard di sicurezza imposti dal governo. Anche in ufficio siamo cresciuti nella coscienza dello scopo del nostro impegno: seguire le famiglie quando non si poteva raggiungerle fisicamente ci ha permesso di ascoltare, di avvicinarci maggiormente e di condividere il bisogno, rafforzando la possibilità di offrire un aiuto sempre più puntuale e concreto! In questa avventura la tua presenza è stata importantissima e continua ad esserlo – la certezza di avere un amico, non importa dove, capace di ascoltare e aiutare è il motore della nostra speranza! Con grande stima  Marco Trevisan AVSI Sostegno a Distanza – Project Manager.”

ANCHE NAKATO CI SALUTA DALL’UGANDA

Pubblichiamo la lettera scritta da Nakato per tutti i ragazzi della nostra scuola.

La direzione.