25 aprile: Festa della Liberazione

Anche se chiusi in casa, come è giusto per salvaguardare la salute di tutti, non vogliamo scordare momenti importanti per la Storia della nostra Italia. Quest’anno festeggiamo la Festa della Liberazione dal dominio nazi-fascista con tante riflessioni.

Testimonianza della nonna di Lucio Classe 3D

Cari ragazzi,

sono una nonna giovane, perciò né io né la mia mamma abbiamo vissuto la guerra, però ho alcuni ricordi di quel periodo…

Mio nonno ha fatto la guerra in Etiopia e in Albania, poi ha combattuto vicino a casa. Dopo i tedeschi ci sono stati gli americani a fare danni con i bombardamenti e a portare sofferenze. La mia mamma è di Ghedi, dove c’è l’aeroporto della NATO e da lì partivano gli aerei degli alleati. I miei nonni mi raccontavano che quello che non hanno fatto i tedeschi o i fascisti, ci hanno pensato poi gli americani.

Il mio papà era di Cecina e i miei nonni avendo una locanda, non hanno avuto problemi né economici né con i fascisti, ma per chi come mio suocero era un partigiano la vita era sempre in pericolo. Mio suocero, Renga Ezio era un poliziotto e faceva la guardia in Valle delle Cartiere perché nelle cartiere si produceva la filigrana. Avevano catturato dei partigiani e lui si rifiutò di fucilarli. Per questo gesto fu mandato in un campo di concentramento nella ex Iugoslavia. Eravamo verso la fine del 1943. Mio suocero riuscì a scappare e ritornò a casa a piedi. Quando ritornò si diede alla macchia e con altri partigiani si nascose sul Monte Pizzocolo. Ha sabotato tanti mezzi tedeschi e ha cercato, come raccontava a noi familiari, di passare informazioni agli alleati.

Chiedo scusa per questo piccolo frammento dei miei ricordi,

Nonna Angela 

Il 25 aprile per noi

Libertà

Festa della Liberazione significa essere finalmente   liberi  dalla dominazione Nazifascista e dalla Seconda  Guerra   Mondiale.

Ora  come  ora  non  abbiamo    la  libertà  di  uscire  con  gli  amici,  perché  dobbiamo  restare  a  casa  per  colpa  del  coronavirus  che  sta  causando  molte vittime.

Speriamo  che  finisca presto questa pandemia   così  potremo  avere  di  nuovo  la  nostra  libertà.

Giada 3D

La libertà

La libertà è scrittura,

il non aver paura.

È l’esprimere i pensieri più profondi

senza che li nascondi.

È la sincerità

e…  anche se ti sembra un’assurdità

la libertà è essere leali,

e rendersi amicali.

La libertà sono molte cose,

alcune belle, altre dolorose,

ma se la sappiamo usare

la libertà può farci ragionare…

A volte pensiamo che la libertà sia solo liberarsi da un luogo,

ma può essere anche un grande sfogo.

La libertà è sempre quel che vuoi,

ed è per questo che per averla non devi arrenderti MAI.

Noemi 1C

I PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA COSTITUZIONI INTERPRETATI DA NOI

Sharon 3D

I RAGAZZI SI RACCONTANO

Noemi con la sua fantasia ci fa viaggiare tra le pagine di un racconto fantasy che vi sorprenderà. Buona lettura

FUORI DALLA  STORIA

L’unica cosa che si intravedeva dietro lo scaffale della libreria, erano le punte dei suoi lunghissimi capelli lisci di un bel colore rosso fuoco.

Le sue lacrime bagnavano il pavimento.

Un vecchietto dalla bassa statura e dai i capelli bianchi sparati in aria, camminava verso lo scaffale dietro il quale Emy piangeva.

“Cos’hai cara, non trovi il libro giusto?” chiese il bibliotecario con una voce gentile

“N-n-o, signore, mi scusi”

“Cos’è successo allora cara, a me lo puoi dire”

“Non mi crederebbe… Penserebbe certamente che sono pazza”

“Tranquilla. Qui succedono spesso cose strane. Questa non è una biblioteca qualunque, è speciale… Non è la prima volta che vedo stranezze. Ricordo una volta… un ragazzino di nome Michel, mi disse di essersi perso all’interno in uno scaffale, e vi era rimasto per giorni. Lo ritrovai dopo una settimana seguendo delle palline di carta. Michel aveva strappato le pagine di un libro e le aveva sparse per terra per trovare l’uscita… perciò cara, potrai dirmi qualunque cosa e io ti crederò! Ora… vuoi dirmi cosa è successo?”

“Se proprio insiste…”

La ragazza si asciugò il viso dalle gote arrossate dal pianto e iniziò il suo incredibile racconto

“Io non sono una ragazza in carne ed ossa…Fino a qualche giorno ero un semplice personaggio di un racconto fantasy e mi trovavo nel mio libro, insieme alla mia famiglia. Non so come, ad un certo punto della storia c’è stato una specie di sortilegio e il libro mi ha espulsa e mi sono trovata catapultata qui….

Non so come sta la mia famiglia. Non so se i miei fratelli sono in pericolo, perché penso che senza di me la storia che conosco sia cambiata.…”.  Emy si interruppe singhiozzando per soffiarsi il grazioso naso all’insù

“E poi cosa è successo cara…”

“Emy, mi chiamo Emy”

“Allora Emy, potresti proseguire la tua storia?”

Con voce tremante la strana ragazza proseguì

“Nella mia famiglia siamo tutti personaggi fantastici. Mio fratello Halan ha il potere dell’invisibilità e della super velocità, James, il più piccolo possiede la capacità di ipnotizzare con un solo sguardo e sa volare. La mia mamma ha il potere di dominare la luce, e il mio papà l’aria” Emy si interruppe un po’ intimidita; si sistemò una ciocca di capelli che le copriva il viso lentigginoso e continuò

 “E io, beh… L’autore ha voluto darmi molti più poteri: sono super veloce, posso ipnotizzare, posso rendermi invisibile, posso volare, posso comandare cielo, aria, terra, luce, acqua e natura. E…

Sono un vampiro molto speciale! Non temo il sole, sopravvivo a cipolle e croci, non mi cibo di sangue umano… Però tutti questi poteri non mi permettono di realizzare l’unica cosa per me importante:  tornare nel mio libro!La prego! Mi aiuti.”

Queste parole commossero il bibliotecario e una lacrima scivolò sul viso rugoso. Il vecchietto asciugò il viso e sorrise a Emy, che si era un poco  tranquillizzata.

“Forse ho la soluzione al tuo problema”

Il bibliotecario prese la ragazza per mano e la portò dietro il suo bancone dove, muovendo un libro nascosto nell’ultimo scaffale, aprì un passaggio segreto che portava nel sotterraneo di quella strana biblioteca.

Con un vecchio ascensore completamente in legno scesero per diversi piani sottoterra finché si fermò in una stanza molto spaziosa, dove  un enorme scaffale pieno di libri antichi copriva l’intera parete opposta.

Emy si avvicinò incuriosita e aprì un libro, ma questo iniziò a cantare a squarcia gola. Lo chiuse immediatamente e ne aprì un altro, ma questo urlò talmente forte che la giovane vampira cadde a terra.

“Signore, com’è possibile!?”

L’anziano bibliotecario sorrise

“Questa è una raccolta speciale. Vi sono libri di tutti i tipi: di avventura, di magia bianca e stregoneria … Sicuramente uno di questi è il tuo libro. Devi trovarlo per  tornare  nella tua storia!”

“E come faccio?!!”

“Cara, è questa la tua missione! Non la mia. Cerca dentro di te l e vedrai che riuscirai a trovare le risposte giuste ”

“Io no, non ce la farò mai… Da tempo cerco la via di casa, ma tutti i miei tentativi sono stati inutili. Solo ho trovato un rifugio in questa biblioteca, perché io amo i libri, mi fanno sentire a casa..

 “ Cara Emy . Questa è la tua unica possibilità. Non sei capitata qui per caso. Ma se non continui la tua ricerca dovrai rimanere a vita tra questi scaffali polverosi!”

“Allora… Posso provare! Ma non so come fare!””

Il bibliotecario si avvicinò a Emy dicendole che semplicemente doveva dire ad alta voce la sua storia: raccontare le vicende che erano scritte nel suo libro

Emy allora cominciò a narrare e più il racconto entrava nel vivo della storia più si sentiva un lieve lamento che diventava sempre più alto  e intenso

La giovane vampira seguì quel lamento che la portò davanti ad un bel libro con la copertina di pelle rossa . Gli occhi blu della ragazza luccicarono gioiosi. Quello era il suo libro. Lì dentro c’era la sua storia e lei sapeva perfettamente ogni singola parola, ogni singola avventura.

Proprio per questo le fu semplicissimo rientrare tra le pagine ingiallite.

All’inizio si sentì finalmente a “casa”: gli odori delle pagine, i lievi fruscii dei fogli di pergamena gli erano familiari, ma guardandosi intorno si accorse che qualcosa era cambiato…

Non riusciva a vedere nulla… Tutto intorno c’era il buio assoluto. Guardando meglio vide un microscopico lumicino che le permise di rendersi conto che si trovava in una stanza buia.

I suoi fratelli e i suoi genitori erano intrappolati in quello spazio vuoto.

Emy si guardò intorno cercando un pericolo, ma non percepì alcun suono.

Si avvicinò alla sua famiglia e solo allora si accorse che una grande bolla

trasparente imprigionava i suoi familiari.

Fu allora che un piccolo bruco uscì da una crepa della pergamena e si avvicinò strisciando lento lento. Il vermetto si fermò esattamente davanti ad Emy che impegnata nel tentativo aprire quella bolla non si era accorta di nulla…

Ma un lampo di luce fece girare la ragazza che esterrefatta osservò ii piccolo bruco verde trasformarsi in una donna lunga, magrissima dai capelli verdi tagliati a caschetto coperti da una bandana blu.

“Davvero tu credi di poter entrare così facilmente nella tua storia? Te ne sei andata per i fatti tuoi per giorni settimane e mesi ed ora vuoi tornare come nulla fosse?”

“Come fai a saperlo!?”

“Io sono io, tu sei tu! Io ho i miei segreti, tu hai i tuoi! Ormai cara Emy non sei più parte di questa storia, quindi devi uscire dal libro per sempre”

“Allora lascia che la mia famiglia venga con me” La supplicò Emy.

“No! Troppo facile! Voi eravate i protagonisti ed io un semplice vermetto che rischiava la vita ogni giorno a causa delle vostre stupide avventure. Finalmente sono io il personaggio principale e come vedi ora sono una grande maga ed ora posso farvi scomparire tutti ed essere per sempre la regina della storia!” La strega rispose sghignazzando

Emy non si perse d’animo: “Forse dimentichi io sono un vampiro e sia quindi immortale!”

“Sciocca! Sei tu che non ti sei resa conto che questa storia è completamante diversa. In questo libro i vampiri si sono estinti, non esistono più!”

Dicendo così la strega le lanciò un incantesimo anti-vampiro , ma anche la strega non aveva tutte le informazioni su Emy e non sapeva che Emy aveva tanti altri poteri. Tra questi la ragazza era immune a qualsiasi magia, potere o incantesimo.

La strega continuò ad agitare la bacchetta senza alcun successo.

A questo punto Emy decise di attaccare con i suoi poteri. Riempì la stanza di una luce così accecante che travolse e incenerì quella donna malvagia.

Quella luce aveva anche colpito la bolla trasparente perciò ad Emy bastò dare un forte pugno sulla superficie della bolla che si sbriciolò.

La famiglia finalmente era riunita e tra baci ed abbracci si raccontarono le avventure vissute

Così Emy tornò nella sua storia che poté avere uno splendido lieto fine.

E il bibliotecario…

Il bibliotecario nascose quell’incredibile libro; lo tenne per sé perché nessuno avrebbe mai creduto a quell’ incontro così assurdo, ma così vero.

Noemi Zagari Classe 1C

ISTANTANEE DI BELLEZZA

Pubblichiamo alcune fotografie che i ragazzi delle classi seconde hanno scattato dalle proprie case, per catturare la bellezza che li circonda. Soprattutto la bellezza delle semplici cose che ci appartengono e che la fretta o gli impegni, molto spesso, ci impediscono di vedere. Li immaginiamo con lo sguardo perso verso l’orizzonte o concentrati su qualcosa che ha attirato la loro attenzione.

Grazie ragazzi, resistiamo insieme.

I ragazzi si raccontano.

Sto vivendo nel mondo del coronavirus, sì proprio così, un mondo completamente diverso, nel quale tutto è più lento e ho tantissimo tempo a disposizione. Questo periodo mi sta regalando dei momenti preziosi: la vicinanza prima di tutto dei miei genitori e poi il fatto di trovare spazio per noi stessi. Stando a casa tutti insieme, si chiacchera e ci si confronta continuamente, si guardano film e programmi diversi sul divano e si trova il tempo per giocare insieme in giardino. Tutto questo mi piace molto. Un giorno abbiamo giocato legandoci una gamba con una fascia e, a turno, in coppia con i genitori ci siamo sfidati. Siamo caduti molto spesso, ma abbiamo riso davvero tanto. È stata una giornata splendida. In seguito io, mamma e mia sorella Sara abbiamo costruito con un cartone una bellissima casetta delle bambole dando sfogo a tutta la nostra creatività. Questi sono solo alcuni esempi di come riempio i momenti delle mie giornate durante questo strano periodo. Il coronavirus, sta facendo soffrire molte persone; io sono fortunata perché posso dire che mi sto godendo la mia famiglia. Avendo molto tempo a disposizione ho iniziato anche a studiare argomenti che mi interessano e a fare ricerche su temi che mi piacciono. Infine trascorro molto tempo a giocare con la mia cucciolotta di nome Polli; con lei è molto difficile annoiarsi perché ti sta sempre accanto e non si stanca mai di saltarti addosso e leccarti da tutte le parti. Quest’esperienza mi sta facendo capire che le situazioni brutte nella vita purtroppo succedono, tuttavia bisogna restare uniti per riuscire sconfiggerle con tenacia e costanza e pensare che, prima o poi, passerà tutto.

Morandini  Sofia  2^A  

PASSATEMPI 3

I nostri cuochi novelli ci hanno mandato altre ricette per voi.

NASELLINI AL FORNO CON PANATURA ALLE SPEZIE di Costanza

Ho cucinato con la mamma questa facile ricetta. Era un giorno d’autunno e mia mamma non sapeva cosa cucinare per pranzo. Così io, per aiutarla ho guardato cosa c’era dentro al frigorifero. Lei mi ha detto di guardare anche nel freezer.

Allora ho controllato anche lì, ma ho visto solo gelati.

Ho provato a guardare nell’altro sportello, c’era una confezione di pesce surgelato: i nasellini. Sulla confezione era consigliata  anche una breve ricetta. Lei mi ha detto  di prenderli che li  avremmo cucinati  insieme. Così ci siamo lavate le mani e abbiamo cominciato. Ci siamo ispirate alla ricetta suggerita, modificandola un po’.

Prima di tutto per facilitare lo scongelamento,  abbiamo messo il pesce sotto l’acqua corrente e nel frattempo abbiamo preparato  gli altri ingredienti.

Ingredienti per circa 5 persone:

  • 600 grammi di nasellini o altro pesce filettato.
  • Pangrattato
  • Due ciuffi di prezzemolo tritato
  • Olio
  • Un pizzico di sale
  • Spezie a piacere: noi abbiamo messo pepe, curcuma, cannella, origano, noce moscata, zenzero. Tutte quelle che la mamma aveva in dispensa!
  • Capperi: una manciata

Preparazione:

Si può usare il pesce fresco o surgelato, noi abbiamo usato il pesce surgelato: i nasellini. L’unica cosa il pesce deve essere  filettato, pulito e aperto a libro. Se si usa pesce surgelato, consiglio di scongelarlo mettendolo la notte prima nel frigorifero. Noi abbiamo deciso di cucinarlo poco prima dell’ora di pranzo e così lo abbiamo scongelato sotto l’acqua corrente, per velocizzare i tempi. I pesci erano già puliti dalle interiora, senza testa, ma con la loro pelle. La mamma li ha  aperti a libro, li ha risciacquati ancora sotto l’acqua, e  li ha  asciugati bene con la carta da cucina. Man mano li metteva su un’asse pronti per la seconda fase: l’impanatura.

Nel frattempo io ho tritato il prezzemolo e ho preparato una ciotola per la panatura. Ho messo il pangrattato, che noi teniamo sempre pronto nel frigorifero, il prezzemolo tritato, un pizzico di sale e le spezie. Mi sono divertita a mettere tutte le spezie che la mamma tiene in casa. Le chiedevo: “Va bene l’origano? E la curcuma?” Lei rispondeva sempre  di sì. Così ho preparato un’impanatura gustosa e profumata mescolando bene tutto con il pane  grattato La mamma ha acceso il forno sui 180°C,  perché si scaldasse e ha preparato una pirofila foderata con la carta forno.

Man mano prendevo il pesce pulito e asciugato dall’asse e lo impanavo immergendolo nel pan grattato, facevo un rivestimento ricco, con molto pangrattato e spezie. Poi mettevo il pesce, così preparato sulla teglia  con la pelle rivolta verso il basso.  Quando i pesci erano tutti pronti sulla pirofila disposti ordinatamente, abbiamo messo un filo d’olio e una manciata di capperi. Alla mamma e a me l’olio piace tantissimo!! ”Non si può mangiare senza olio” diciamo sempre noi due. Quando il forno ha raggiunto la temperatura programmata, abbiamo infornato la teglia e aspettato la cottura per circa 20 minuti che abbiamo cronometrato. Al termine della cottura… ci siamo gustati un pesce appetitoso e molto gustoso.

Alla fine del pasto non era rimasto niente.

È piaciuto anche a mio fratello Saverio che, solitamente, non ama il pesce. Da quel giorno, la mamma tiene sempre nel freezer i nasellini e  quando siamo a casa e non sappiamo cosa cucinare, li prepariamo così. Li  mangiano tutti sempre molto volentieri. È  un piatto squisito.

Tiramisù di Emma e Noemi

Ingredienti per 5-6 persone

1 confezione di Pavesini

3 uova

3 cucchiai di zucchero

½ Kg di mascarpone

Caffè

Preparazione

Dividere le chiare dai tuorli, mettere i tuorli con lo zucchero in una ciotola e sbatterli per 5min., a parte monto le chiare a neve ferma con un pizzico di sale; poi aggiungere il mascarpone ai tuorli mescolando bene. Per ultimo aggiungere gli albumi. Poi bagnare i Pavesini con il caffè leggermente zuccherato e fare degli strati alternando Pavesini e crema. Finire mettendo la crema ben livellata e lasciare riposare per 4 ore in frigo.

Varianti di Noemi

Al posto dei pavesini utilizzare i biscotti savoiardi e finire versando a pioggia sopra la crema cacao amaro.

Waffel di Pietro

Ingredienti per 2 persone

1 uovo

1 tazza di farina

1 cucchiaio di zucchero

1 cucchiaio di lievito

1 tazza di latte

zucchero a velo

Procedimento

Separare gli albumi dai tuorli e montarli a neve. Sbattere i tuorli con lo zucchero e il burro sciolto. Incorporare la farina con il lievito e il latte per ottenere un impasto quasi fluido. Scaldare la piastra e versare un mestolo di impasto. Attendere che i waffel si dorino, spolverizzarli con lo zucchero a velo e servire.

A me piacciono spalmati di Nutella oppure coperti di panna montata con le fragole fresche.

Variante

Se non avete la piastra apposita potete versare un mestolo di pasta in una padella antiaderente: diventeranno gustose crepes.

Passatempi 2

Per occupare in modo intelligente il tempo gli alunni della classe 1C si sono trasformati in cuochi. I piatti che propongono sono stati cucinati da loro, solo in alcune ricette sono stati un po’ aiutati dai genitori

PIADINA di Leonardo

INGREDIENTI:

  • 600gr di farina
  • 320gr di acqua
  • 10gr di zucchero
  • 10gr di sale
  • 20gr di olio di oliva
  • 1 cubetto di lievito

PREPARAZIONE:

In una bacinella versare l’acqua, lo zucchero, l’olio di oliva e  farvi sciogliere il lievito. Aggiungere la farina e infine il sale. Impastare fino ad ottenere un impasto omogeneo. Fare una pagnotta e incidere sopra una piccola croce. Coprire l’impasto con la pellicola e lasciare riposare per almeno 2 ore. Dividere l‘impasto in tante piccole parti e stenderle fino ad ottenere dischi sottili.

Preparare ora una padella antiaderente ben calda, mettervi un disco di pasta, appena prende colore girarla e mettere gli ingredienti con i quali si desidera farcire la piadina, ad esempio prosciutto cotto, formaggio e una foglia di lattuga.

Chiudere la piadina e buon appetito!

Spaghetti alla carbonara di Alice e Matteo

Ingredienti per 2 persone:

  • 160 gr di spaghetti
  • 60 gr di pancetta
  • 2 tuorli d’uovo
  • Sale (quanto basta)
  • 25 gr di pecorino (o grana)

Procedimento:

Dentro una padella, mettere un cucchiaio d’olio e far rosolare la pancetta. Contemporaneamente, far bollire in una pentola, acqua e sale grosso per cucinare gli spaghetti. A parte, mescolare i tuorli con il pecorino e aggiungere un cucchiaio di acqua di cottura. Scolare gli spaghetti direttamente nella padella dove è stata cotta la pancetta. Far saltare a fuoco vivo, gli spaghetti nella padella. Spegnere il fuoco e versare la crema dei tuorli sugli spaghetti. Amalgamare il tutto e per chi piace, aggiungere il pepe nero.

Buon Appetito!

Panini con pomodoro e mozzarella di Martina

Ingredienti:

  • Basilico
  • Origano
  • Fette di pan Carrè
  • Pomodori da insalata o pomodori ciliegino
  • Mozzarella
  • Olio

Procedimento:

Prendi delle fette di pan Carrè e tagliale in due come dei sandwich. Scalda la padella con olio, un po’ di origano e qualche foglia di basilico. Quando la padella è calda, disponi le fette di pane sulla padella girandole di tanto in tanto fino a che non diventano dorate e croccanti. Quando vedi che sono così, toglile dalla padella con una spatola e mettile in un piatto. Taglia dei pomodori da insalata a fette o dei pomodori ciliegino a metà. Scalda un’altra padella con dell’olio, dell’origano e del basilico. Aggiungi i pomodori nella padella e se vedi che l’olio schizza, non ti spaventare, è giusto così! Lasciali in padella per circa 20 minuti alternando fuoco basso con quello medio. Taglia a fette della mozzarella. È ora di comporre i nostri buonissimi panini: prendi due fette di pane e metti del pomodoro e un po’ di mozzarella e “chiudi” il panino. Fai così per le volte necessarie in base al tuo numero di fette. L’ultimo tocco: metti i tuoi panini in un piatto e metti una foglia di basilico per abbellirli accompagnando i tuoi buonissimi panini con un bicchiere di Coca Cola.

PIZZA come piace a Davide

INGREDIENTI:

600 gr di farina

320gr di acqua

10gr di zucchero

10gr di sale

20gr di olio di oliva

1 cubetto di lievito

500 gr di passata di pomodo

500 gr di mozzarella

Preparazione:

in una bacinella versare l’acqua, lo zucchero, l’olio di oliva e far sciogliero il lievito. Aggiungere la farina e il sale. Impastare fino ad ottenere un impasto liscio e compatto. Fare una pagnotta, incidervi sopra una croce e coprirla con la pellicola.

Lasciare riposare per almeno 2 ore.

Tirare la pasta con un mattarello, e adagiare il disco ottenuto in una teglia unta con poco d’olio. Nel frattempo in una ciotola versate la passata e conditela con un pizzico di sale, un pizzico di zucchero e olio. Stendere sull’impasto la passata di pomodoro, così insaporita. Aggiungere la mozzarella e lasciare lievitare ancora per 1 ora. Cuocere per 25 minuti a 170 gradi in forno preriscaldato.

Ed ora una ricetta per chi ha il Bimbi

Cheeseburger di Alessandro B.

Ingredienti pane per cheeseburger

Impasto: • 180 g (tiepida) acqua

• Un cubetto lievito di birra

• 30 g burro

• 1 uovo

• 450 g di farina

• 50 g zucchero semolato

• 5 g sale fino

Per spennellare: • 1 uovo

• Q.b. di latte

• Q.b. semi di sesamo

Passaggi con l’uso del robot da cucina Bimby

1. Mettere nel boccale l’acqua e il lievito sbriciolato 2 min. 37° vel. 2

2. Aggiungere burro (morbido), l’uovo, la farina, lo zucchero e il sale: 3 min. vel. Spiga

3. Finire di lavorare l’impasto con le mani e trasferirlo in una ciotola leggermente unta

4. Coprire con un canovaccio e lasciare lievitare per circa 2 ore (fino al raddoppio)

5. Riprendere l’impasto lievitato, sgonfiarlo lavorandolo ancora e dividerlo in sei panetti

6. Disporre i panetti su una placca da forno rivestita da carta forno dando la forma rotonda dei panini

7. Coprire con un canovaccio e lasciare lievitare per un’altra ora

8. Spennellare i panini con l’altro uovo sbattuto con poco latte e cospargere la superficie con i semi di

sesamo

9. Infornare in forno preriscaldato statico a 190° per 15 min. circa (finché non saranno bene dorati)

n.b. : se non si possiede il robot da cucina Bimby, si può comprare il pane per hamburger al

supermercato

Ingredienti cheeseburger • 1 hamburger • Insalata q.b

• Cipolle a fette

• Pomodori a fette

• Sottiletta

• Salse a scelta (maionese, senape, ketchup…)

Passaggi

1. Cuocere l’hamburger su una bistecchiera

2. Nel frattempo tagliare il panino a metà

3. Mettere su un lato cipolle, pomodori, insalata e sull’altra metà spalmare le salse

4. Quando l’hamburger è cotto, aggiungerlo nel panino e coprirlo con la sottiletta e l’altra metà del

Passatempi …

Maria ci suggerisce un gioco antico, ma sempre attuale per passare il tempo in famiglia

NOMI, COSE, CITTÀ

Questo è un gioco che si può fare dove si vuole, in macchina, al parco, in vacanza e soprattutto, visto il periodo… in casa, e in quanti si vuole. Quindi c’è sempre la possibilità di giocare: basta avere un orologio, un foglietto e una biro o una matita per ogni giocatore.

PREPARAZIONE:

  • Scrivere su un foglio tutte le lettere dell’alfabeto in disordine
  • Sul proprio foglio disegnare una tabella dando un titolo a ogni colonna con le categorie di nomi che si vogliono usare per il gioco. Si possono adattare le categorie in base all’età dei giocatori: con i bambini di 7-8 anni si utilizzeranno categorie semplici come colori, animali, frutta e verdura, mestieri…; con ragazzini o adulti ci si può sbizzarrire: città italiane, capitali europee, personaggi storici, calciatori… Non c’è un limite o uno schema prestabilito.

REGOLE:

  • Un giocatore a occhi chiusi indica una lettera sul foglio dove si è scritto l’alfabeto. Quella sarà la lettera con cui dovranno iniziare tutte le parole della prima manche.
  • Si aziona il timer su tre minuti. I giocatori devono cercare di trovare uno o più nomi per ogni categoria scelta; una volta finito il tempo tutti si fermano e si contano i punti: 2 punti per parola, ma se è uguale a quella di un altro giocatore si ottiene solo 1 punto; ovviamente se la parola non è stata scritta si ottengono zero punti in quella categoria.
  • Si sommano i punti di ogni manche.

La durata della partita è a proprio piacimento.

BUON DIVERTIMENTO!!!

Maria classe 1C

I RAGAZZI SI RACCONTANO…

In questi giorni con la professoressa Crescini di italiano, abbiamo letto, sul libro di Antologia, un brano tratto dal libro “Il giro mondo in ottanta giorni” di Jules Verne.

Il brano narra del salvataggio da parte dei protagonisti di una fanciulla indiana che avrebbe dovuto essere bruciata viva insieme al marito morto, per una crudele usanza locale.

Il signor Fogg, il suo maggiordomo Passepartout, un loro amico inglese, e la loro giuda si ingegnarono in vari modi durante tutta la notte per salvare la ragazza, ma inutilmente. L’impresa sembrava impossibile.  Ma… ecco, quando tutto sembrava ormai senza speranza, un colpo di scena mi ha lasciato a bocca aperta.

I soldati portarono la giovane al rogo, tra le urla degli uomini che erano venuti ad assistere alla cremazione, e, quando il fuoco fu acceso e quando ormai il destino della ragazza sembrava segnato, con sorpresa di tutti, un uomo uscì dalle fiamme con la giovane in braccio. Gli uomini presenti pensavano che fosse il marito resuscitato che aveva salvato sua moglie, ma in realtà era Passepartout che si era nascosto sulla catasta di legna.

Il coraggio di Passepartout ha suscitato la mia ammirazione!

 Questo racconto mi ha colpito molto, e mi è sembrato anche molto attuale.

Mi ha fatto pensare ai giorni nostri: al Coronavirus.

Quando sembra di non potercela fare, che sia impossibile combattere questo virus e tornare alla nostra normalità, dobbiamo pensare sempre che ce la faremo. Non dobbiamo perdere la speranza e scoraggiarci.

Rispettando semplici regole e stando in casa, ce la faremo. Ce la dobbiamo fare.

A volte, è vero, stando tutto il giorno in casa ci si annoia un po’, ma dobbiamo trovare il modo di passare il tempo con serenità.

Io sono fortunata, ho un piccolo giardino intorno alla casa dove posso uscire a giocare con i miei fratelli. Trascorro più tempo con mamma e papà. Adesso che non si può più uscire, i miei genitori non vanno a lavorare e hanno più tempo per stare con noi e insegnarci nuove cose.

Scopriamo nuovi modi di vivere le nostre giornate: leggiamo, disegniamo, facciamo dei semplici esercizi di ginnastica, in casa o in giardino, scriviamo.

Insieme riflettiamo su questi giorni strani, a cui non eravamo abituati. Ci  troviamo con gli amici “virtualmente”, perchéʹ non ci si può incontrare di persona, non più ormai.

Possiamo guardare il cielo, le stelle, nella speranza di vedere una stella cadente ed esprimere il desiderio che tutto questo finirà, che sconfiggeremo il Coronavirus. Possiamo guardare film ogni sera adesso che non si può andare a scuola e svegliarci tardi la mattina.

Le nostre giornate sono scandite dalle video lezioni che ogni giorno ci tengono impegnati e ci permettono di incontrarci con i professori e i compagni.

A volte è difficile per problemi di connessione: l’immagine salta e l’audio spesso non ci permette di sentire chiaro, ma queste “lezioni” ci permettono di tenerci in contatto con gli altri e il mondo della scuola.

In questo modo teniamo allenata la mente, non solo leggendo, ma anche con qualche esercizio di matematica, tecnologia o realizzando qualche tema per italiano o suonando il flauto in musica oppure studiando scienze, geografia, storia e anche qualche regola grammaticale o disegnando per arte.

Non che sia bello questo periodo, ma ci aiuta a riflettere, ci aiuta a capirci, è come se fosse una pausa che ci permette di pensare alla famiglia e agli amici “lontani”.

 E restando a casa aiutiamo gli ammalati di Coronavirus e i medici, i dottori, gli infermieri e tutti coloro che lavorano per noi.

Costanza 1C

C’è posta per noi…

Condividiamo la mail e il prezioso momento musicale che ci sono stati inviati dal Museo del Violino di Cremona, nostra meta della gita programmata per le classi prime e purtroppo saltata a causa dell’emergenza attuale. Buon ascolto

Cari Insegnanti,
cari Studenti

forse non erano questi i tempi e i modi in cui avremmo voluto approfondire il tema della didattica digitale, declinato in lezioni a distanza e portali d’interscambio, con gruppi WhatsApp e social media divenuti, nell’arco di pochi giorni, necessari strumenti didattici, opportunità di confronto virtuale, di crescita e formazione, ma la realtà ci ha sorpresi all’improvviso.

Niente potrà sostituire il piacere di ritrovarvi, oppure di conoscervi e salutarvi di persona, di raccontarvi le storie che animano le nostre sale espositive e mostrarvi i dettagli degli strumenti preziosi che custodiamo nello Scrigno dei tesori, o di osservare le vostre espressioni, durante l’ascolto di un violino Stradivari, suonato da un musicista a pochi passi da voi, nella magnifica cornice dell’Auditorium Giovanni Arvedi. Nella nostra aula didattica, oggi non piallerete una tavola di abete rosso, imitando il gesto antico dei maestri liutai e non toccherete il crine di cavallo dell’arco o la scultura di un riccio.

Fortunatamente, quello che vi scriviamo si potrà ancora fare, forse non domani, ma sicuramente appena possibile, o quando lo desidererete: lo faremo con nuovi progetti, con più entusiasmo, con forza e soprattutto consapevoli della bellezza ritrovata, nel fortunato momento in cui potremo stringerci la mano.

Il Museo ha i cancelli chiusi, i portoni serrati, gli allarmi inseriti, ma il suo cuore continua a battere: alcuni degli strumenti delle collezioni storiche hanno vissuto la peste raccontata da Manzoni, le guerre di successione del Settecento, le rivoluzioni ottocentesche, la grande guerra, l’influenza spagnola, la seconda guerra mondiale ed oggi osservano il presente, consapevoli che anche questo momento drammatico passerà, sempre con le corde tese e la cassa armonica vibrante di quelle note che risuoneranno ancora nelle sale da concerto per dirci che il tempo non si ferma e la musica continua.

Anche noi abbiamo pensato ad un cammeo, un breve filmato che potete condividere ed utilizzare come materiale didattico, attraverso cui pregustare ciò che vi aspetterà.
È con il suono del Violino di Antonio Stradivari, Vesuvio 1727, tra le mani della violinista Lena Yokoyama, che vi salutiamo, certi del fatto che questo sia solo un arrivederci, a presto.

Marco Fornasari
Referente didattica scuole MdV