PIETRE D’INCIAMPO

In occasione della Giornata della Memoria l’Amministrazione Comunale, in collaborazione con la compagnia teatrale Chronos 3, ha proposto alle scuole e a tutta la popolazione, il video spettacolo dal titolo “Come qualcosa messo lì proprio per inciamparsi”, ideato da Manuel Renga e Vittorio Borsari con Valerio Ameli e Cristiano Parolin. Racconta le “pietre d’inciampo” che sono presenti in più comuni della provincia di Brescia e le testimonianze di alcuni sopravvissuti come Primo Levi e Giovanni Guareschi. Le pietre d’inciampo sono nate da un progetto dell’artista tedesco Gunter Demnig che con esse ha voluto riportare a casa le persone che sono state allontanate brutalmente dalla loro quotidianità e dai loro affetti, invitandoci a fermarci di fronte ai sanpietrini, per pensare e non dimenticare.

Nella mia classe è stato mostrato questo video spettacolo per aiutarci a non dimenticare l’orrore dell’olocausto. Nel video si parla delle pietre d’inciampo depositate nelle strade dove le famiglie ebraiche vivevano a Brescia, a Soprazocco, a Gardone, a Salò e in altri paesi della nostra provincia. Il video ci spiega come cambiava l’atteggiamento delle persone riguardo agli ebrei, come se essere ebreo fosse una malattia contagiosa. Pochissimi furono i fortunati a sopravvivere. Penso che per me, ed ogni bambino della mia generazione, capire bene l’olocausto sia difficilissimo, in quanto viviamo felicemente e siamo liberi di fare ciò che vogliamo, inoltre viviamo lontani da guerre e sangue; sono fortunata e tante volte lo dimentico. Le diversità di religione, di etnia, di provenienza non ci devono rendere nemici, ma spingerci a conoscerci e a rispettarci a vicenda.(Rachele Modina 1C)

Mi è piaciuto tantissimo lo spettacolo, soprattutto il sogno di Giovannino Guareschi. Egli per resistere alle torture terribili che lo tenevano lontano dai luoghi e dalle persone che amava si rifugiava nei suoi sogni e pensieri. Voleva sognare il suo ritorno a casa, che desiderava fosse perfetto e mentre viaggiava con la fantasia si ritrovò a parlare con un cartello stradale, con gli alberi del viale e con il bar che frequentava. Arrivato a casa sua, emozionato, chiama a squarcia gola la donna tanto amata, purtroppo il suo ritorno non è come si aspettava: il nonno pensando a un terremoto si precipita di corsa… dentro l’armadio, la boccia dei pesci si ribalta, la nonna grida cercando di salvare la nipotina… Giovannino deluso dell’accoglienza ricevuta si risveglia dicendo :”Tanta fatica sprecata! Ora dovrò rincominciare tutto daccapo!” (Maria Fogazzi 2C)

Spesso abbiamo sentito la domanda “Dove era Dio ad Auschwitz?”. Forse è più giusto chiederci “Dove era l’uomo ad Auschwitz?”

Scritto e pubblicato da Maria Fogazzi 2C

LANTERNE DEL RICORDO

In occasione della Giornata della Memoria noi ragazzi della scuola media siamo stati invitati dalle professoresse a realizzare delle piccole lanterne da appendere alle piante del giardino della scuola e da posizionare per terra attorno a un ulivo per far luce durante la notte del 27 gennaio, come segno del nostro ricordo delle vittime dell’olocausto. Ognuno di noi poteva scegliere di dedicare la propria lanterna ad una persona, che ha perso la vita durante questa orribile tragedia.

Ho scelto di dedicare la mia lanterna a Sergio de Simone, un bambino napoletano morto a sette anni e mezzo, catturato il giorno del suo settimo compleanno, deportato e poi rinchiuso nello scantinato di una scuola ad Amburgo, dove è stato ucciso pochi mesi più tardi insieme ad altri diciannove bambini di varie nazionalità, dopo aver subito atroci e insensati esperimenti medici. Mi ha colpito la sua storia perchè era solo un bambino innocente, che ha sofferto tantissimo senza alcun motivo.

Sulla lanterna ho scritto il luogo, la data di nascita e e la data di morte (Napoli 29.11.1937- Amburgo 20.04.1945). Ho quindi realizzato una stella di Davide con la carta forno che è semitrasparente, per fare passare la luce della candela.

Ho decorato inoltre il vetro con dei fiori perché secondo me la vita di questo bambino è stata strappata troppo presto, come un fiore che non è potuto sbocciare. Infine ho scritto su una piccola etichetta le parole “PER NON DIMENTICARE”, perchè è il senso di questa ricorrenza: se ricorderemo queste vittime, esse non saranno morte invano; la loro sofferenza deve servire a tutti noi, soprattutto a noi ragazzi, per fare in modo che questi orrori non si ripetano mai più, e per aprire gli occhi davanti alle tragedie umane che purtroppo continuano ad accadere anche ai nostri giorni.

Scritto e pubblicato da Maria Fogazzi classe 2^C

VENERDI’ 5 FEBBRAIO 2021 LA CLASSE 3B PARTECIPA ALL’INIZIATIVA GIORNATA DELLA DIVERSITA’

Venerdì 5 febbraio è stata l’ottava edizione della “Giornata dei calzini spaiati”, un’occasione per dare voce alla diversità, all’ amicizia e al rispetto. I calzini spaiati sono una metafora perché il colore, la lunghezza e la forma non cambiano la natura di questi oggetti: rimangono sempre e comunque calzini.  Partecipare è molto semplice, bisogna indossare calzini diversi, fare una foto e postarla su internet. Ho scoperto questa giornata grazie a mio padre che mi ha raccontato che la scuola primaria di Calvagese avrebbe partecipato a questo evento di cui io non avevo mai sentito parlare. Così mi sono informata andando su internet e con piacere ho divulgato l’informazione ai miei compagni di classe. È stato molto divertente sederci per terra in cerchio e scattare una foto da postare su Instagram come richiedeva il progetto.

Riporto una considerazione che ho trovato in un articolo: “A causa del covid-19 ci sentiamo più soli del solito, però non dobbiamo perdere la speranza di ritrovarci” come fanno i calzini quando la nostra cameretta è “un ’48”.

 In occasione di questa giornata la nostra docente di lettere, ci ha proposto la visione del film “Freedom Writers” del 2007. Esso parla di una classe di ragazzi al primo anno di scuola superiore; che hanno vite familiari difficili perché alcuni vengono dalla strada, altri dal carcere e altri ancora fanno parte di gang. L’ insegnante Erin Gruwell all’ inizio non sa come gestire la classe perché tutti non ascoltano, così per sollecitarli e stimolarli verso lo studio dona loro un quaderno dove giornalmente devono scrivere qualcosa che li riguardi. Siccome la preside della scuola non vuole dare libri ai ragazzi perché molti non li restituivano e perché li considerava una causa persa, la signorina Gruwell decide di fare tre lavori per comprare ai ragazzi i libri e riesce a coinvolgerli nello studio e nella lettura. Tra i libri donati alla classe vi è Il diario di Anna Frank, i ragazzi si appassionano alla sua storia e raccolgono i soldi per invitare nella loro scuola la signora Miep Gies che nascose i Frank dalle persecuzioni naziste. Verso la fine dei due anni scolastici passati insieme l’insegnante comunica ai ragazzi che non li avrebbe più seguiti perché avrebbe insegnano solamente nelle classi prime e seconde; i ragazzi e la docente parlano con il preside e poi… scopritelo guardando il film!

Il film mi è piaciuto particolarmente perché è molto toccante e perché mi ha fatto che la diversità è ricchezza e che prima di giudicare gli altri bisogna conoscere il prossimo, perché dal prossimo si può sempre imparare. I protagonisti infatti all’ inizio si odiavano e si picchiavano, ma l’insegnante poco alla volta è riuscita a creare una “famiglia” insegnando loro la bellezza del relazionarsi con persone diverse senza violenza. 

Concludo con questa citazione di Albert Jacquard: “La nostra ricchezza è fatta dalla nostra diversità: l’altro ci è prezioso nella misura in cui ci è diverso.” 

Scritto e pubblicato da Caldana Emilie 3 B

UN VIDEO PER NON DIMENTICARE…

Il 27 gennaio 2021 in memoria della Shoah noi ragazzi della scuola media di Toscolano abbiamo creato delle lanterne, realizzandole con un vasetto di vetro e una candela; sul vasetto abbiamo scritto il nome di un deportato, vittima della Shoah, accompagnato da una stella di David (simbolo della religione ebraica). Con queste candele nel giardino della scuola abbiamo composto una grande stella di David così che chi passasse di lì la potesse vedere per non dimenticare.

Ogni alunno della mia classe, la 3^A, ha registrato un breve filmato nel quale ha mostrato la propria lanterna accesa per simboleggiare la speranza che, come un piccolo barlume di luce, ognuno di noi porta dentro di sé; poi abbiamo spedito ogni registrazione al nostro compagno Giuseppe che si è impegnato a realizzare tutto da solo un bellissimo video, utilizzando un programma chiamato Imovie. In questo video ci sono molti elementi significativi come le frasi che si alternano alle immagini delle nostre candele, le foto storiche e la citazione di Anna Frank: “Le persone possono dirti di tenere la bocca chiusa, ma non possono impedirti di avere un’opinione. Anche se si è ancora molto giovani, non dovrebbero impedirti di dire quello che pensi”. Come sottofondo si sente la canzone scritta da Elie Botbol che riprende il quarto versetto del testo ebraico del Salmo 23 e che è diventata anche un simbolo, uno degli “inni” più toccanti, richiama il genocidio degli ebrei. Anche se il contenuto è una triste invocazione a Dio, come una preghiera, allo stesso tempo è allegra, per il ritmo, che trasmetteva un po’ di gioia e allegria ai bambini orfani o separati dai loro genitori che erano morti o prigionieri. Alla fine del video Giuseppe recita queste parole di Primo Levi: “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.” perché è importantissimo conoscere ciò che è stato, in modo che i grandi errori che l’uomo ha commesso nel corso della storia non vengano mai più ripetuti.

Grazie a questa iniziativa abbiamo avuto l’occasione per realizzare un video, composto da tutti i brevi filmati girati da noi. Anche se non ci siamo potuti incontrare, perché costretti tutti a rimanere a casa da scuola e a fare le lezioni a distanza , siamo riusciti a realizzarlo e non pensavamo sarebbe risultato così bello. Grazie Giuseppe per aver “cucito” insieme tutti i nostri filmati e aver scelto musiche e frasi così profonde.

Scritto da Margherita Offer ed Emma Frankovic’ 3A

Pubblicato da Margherita Offer e Sofia Morandini 3A