VISITA A CASA CARPITA

Venerdì 20 maggio io e miei compagni di classe 3^A siamo andati a visitare un appartamento confiscato alla mafia. Appena siamo arrivati sul posto, la guida ci ha spiegato che questo appartamento è stato dedicato a Piero Carpita, padre di famiglia rimasto ucciso nel 1990, a Bresso, vicino a Milano, in uno scontro armato tra due bande criminali della ‘ndrangheta per il controllo di un territorio di spaccio di droga. Su due pareti del soggiorno si leggono le brevi dediche delle due figlie, Emanuela e Simona, che raccontano il loro ultimo momento più significativo e speciale vissuto con il padre. La guida ci ha anche spiegato che questa abitazione non è stata comprata dalla mafia per usarla, ma per riciclare denaro sporco, ovvero reintrodurre nel mercato legale soldi guadagnati in maniera illegale come profitto dello spaccio della droga e della rivendita di oggetti rubati. Oggi l’appartamento è stato reso un bene della comunità e viene utilizzato come casa vacanze, cosicché chi vi soggiornerà potrà conoscere la storia di Piero Carpita, riflettere su ciò che è successo e capire che bisogna lottare contro le mafie e l’illegalità perché, purtroppo, Piero non è l’unica e non sarà l’ultima vittima innocente colpita dalla criminalità organizzata. (Francesco Manara)

Io, a dire il vero, non sono molto a conoscenza delle vicende passate riguardanti la mafia e nemmeno delle organizzazioni criminali italiane in generale. Quindi per me è stata una visita molto istruttiva. Devo dire che mi ha fatto impressione sapere che un mafioso ha comprato un appartamento nel mio paese per riciclare il denaro sporco. La guida ci ha spiegato che un immobile confiscato alla mafia diventa di proprietà dello Stato e viene “rigenerato” cioè trasformato in un luogo di comunità, ad esempio una sala di lettura, una scuola, una ludoteca, comunque utilizzato a scopo sociale. Nel caso specifico di “Casa Carpita”, l’immobile è stato destinato alla comunità per essere utilizzato come appartamento da dare in locazione ai turisti e penso che questa sia un’iniziativa davvero lodevole. (Ian Bernardini)

Una volta arrivati a destinazione un giovane dell’Associazione Legami Leali ci ha raccontato non solo la storia dell’immobile sequestrato nel 2012 e trasformato, grazie ad un progetto di riconversione (o “rigenerazione”) in una casa vacanze, ma anche quella di Piero Carpita, al quale è stato intitolato l’appartamento, vittima innocente della mafia. Piero Carpita fu ucciso a Bresso vicino a MIlano, il 15 settembre 1990 all’età di 46 anni. Si trovava al bar insieme ad alcuni amici nell’attesa di tornare al suo lavoro dopo una pausa caffè. Dal nulla arrivarono due grandi automobili, che, in mezzo alla strada scatenarono una sparatoria: erano mafiosi di clan rivali che si contendevano le zone di spaccio di droga. Piero verrà colpito a morte, lasciando le figliolette Simona di 7 anni, Emanuela di 4 e la moglie Maria. Negli stessi attimi anche il pensionato Luigi Recalcati verrà ferito a morte colpito in sella alla sua bicicletta. Oggi, a Casa Carpita, su due pareti di fronte alla porta d’entrata, sono trascritte le parole di Simona ed Emanuela rivolte al loro amato papà, sia per farlo conoscere a tutti, sia per far capire il male che la mafia ha fatto alla loro famiglia. Io mi sono resa conto che la mafia era ed è dappertutto, sia al Sud, sia al Nord e può distruggere le nostre vite, proprio come è accaduto a migliaia di vittime innocenti.(Vittoria Fontana)

Martedì 24/05/22

Caro diario,  oggi voglio raccontarti un’esperienza molto interessante, che mi è successa venerdì 20 maggio: io e i miei compagni, invece di fare la solita lezione di storia, siamo andati a visitare un appartamento sequestrato alla mafia: Casa Carpita. Io ero molto curioso di vederlo, infatti, durante il percorso, insieme ad alcuni compagni si è ipotizzato che cosa potesse esserci al suo interno; il fatto che fosse stato sequestrato alla mafia ci aveva fatto pensare ad un appartamento logoro, sudicio, rovinato e magari pieno di nascondigli, magari con muri vuoti in cui ci potessero essere ricchezze o segreti di ogni tipo. Arrivati a destinazione, un giovane ha iniziato ad introdurci l’argomento delle diverse “mafie” italiane (ad esempio ‘Ndrangheta, Cosa Nostra e Camorra) e del riciclo del denaro “sporco”, attraverso l’acquisto di immobili come negozi, ristoranti, case, supermercati, ecc.  È seguita la visita vera e propria all’appartamento, e, con mia grande sorpresa, ho notato che era esattamente l’opposto di ciò che mi ero immaginato: infatti ci hanno spiegato che l’appartamento non è mai stato utilizzato dalla criminalità, ma era servito solo per il riciclo del denaro sporco. La guida ci aveva anche raccontato la vicenda accaduta a Milano nel lontano 1990, quando ci fu uno scontro tra due clan mafiosi davanti ad un bar; in cui morirono due innocenti, uno dei quali era il signor Carpita, che, tornato dal lavoro, voleva solo rilassarsi al bar prima del rientro a casa. Questo appartamento è stato intitolato a lui, in suo ricordo, infatti all’ingresso su due pareti sono state riportate due dediche delle sue due figlie, ed è stato molto toccante leggere i loro ricordi con il padre. Questo mi ha fatto capire che la mafia è solo capace di rovinare la vita alle persone. Oggi questo appartamento è dello Stato e viene affittato come casa vacanze. Anche se è diverso da come me lo aspettavo, è stato molto interessante visitare l’appartamento; conoscere la storia di questa persona mi è servito a capire che la mafia con le sue attività si trova ovunque e che anche noi possiamo “aiutarla” a crescere in ogni momento se non siamo portatori di valori come la giustizia e la legalità. (Darius Meghesan)

Gli alunni della classe 3^A

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